Gruppo Italia 124

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APPELLI: firma on-line www.amnesty.it/

 

GRAZIE AMNESTY

 

"Voglio ringraziare Amnesty International per il premio 'Ambasciatore della coscienza': un premio che desidero condividere con le innumerevoli persone che nel mondo combattono contro le violazioni dei diritti umani da parte della polizia e contro l'uso della forza oppressiva ed eccessiva. Per citare Malcolm X, 'mi unirò a chiunque, a prescindere dal colore, voglia cambiare le miserabili condizioni di esistenza su questa terra'. Io sono qui con tutti voi in questa battaglia contro la violenza della polizia. Inginocchiarsi è un gesto fisico che prende le parti di coloro che sono esclusi dal concetto di libertà e giustizia per tutti. La mia protesta è radicata nella convergenza tra la mia morale e il mio amore per il popolo".

(Colin Kaepernick, atleta e attivista degli Usa, cui il 21 aprile 2018 Amnesty International ha conferito il premio "Ambasciatore della coscienza")

 

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"Siamo molto grati ad Amnesty International che si sta mobilitando per il nostro rilascio. Anche in questa remota prigione ci arriva l'eco delle azioni che intraprendete costantemente. Grazie!"

(Messaggio di Abdallahi Mattalah Seck e Moussa Biram, due attivisti del movimento antischiavista della Mauritania, arrestati nel luglio 2016 con le pretestuose accuse di aver preso parte a una manifestazione non organizzata e di far parte di un'organizzazione non riconosciuta. Amnesty International li ha adottati come prigionieri di coscienza).

 

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"Grazie per tutto quello che avete fatto per noi!"

(Arturo, un nativo k'iche del Guatemala, rilasciato dalle autorità Usa insieme alla figlia 15enne il 24 marzo 2018. Entrati negli Usa nel 2015, erano stati arrestati il 20 febbraio 2018 per ingresso illegale. Continueranno a chiedere asilo negli Usa).

 

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“Le fotografie delle iniziative organizzate sotto un sole cocente, sotto la pioggia o al gelo hanno risollevato il mio morale e mi hanno ricordato l'importanza della solidarietà internazionale nella lotta per i diritti umani. In prigione è facile provare la sensazione che verrai dimenticato, anche dalle persone a te più vicine e care. Ma nel mio caso, anziché essere dimenticato, il mio caso è diventato noto sia in Turchia che all'estero. Voglio ringraziare ogni persona che ha espresso solidarietà nei miei confronti. Sarete sempre nei miei pensieri e nelle mie preghiere". 

(lettera inviata da un carcere turco da Taner Kılıç, presidente onorario di Amnesty International Turchia, arrestato il 9 giugno 2017 e da allora in carcere in attesa dell'esito del processo per la falsa accusa di associazione a gruppi terroristi)

 

 

Prigionieri di coscienza

 

Etiopia - Eskinder Nega, giornalista e attivista per i diritti umani scarcerato il 14 febbraio 2018 dopo sette anni di carcere per pretestuose accuse di terrorismo, arrestato nuovamente il 25 marzo per aver violato le norme dello stato d'emergenza sui raduni pubblici, è stato rilasciato senza accusa il 5 aprile.

 

Ciad - Il 26 aprile 2018 Tadjadine Mahamat Babouri, un blogger del Ciad conosciuto da tutti come Mahadine, è stato definitivamente prosciolto dalla residua accusa di diffamazione. Era già in libertà dall'8 aprile dopo che il 19 marzo le accuse per le quali era stato arrestato il 30 settembre 2016 - aver minacciato l’ordine costituzionale, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale nonché aver collaborato con un movimento insurrezionalista - e per le quali rischiava l'ergastolo erano state annullate. Mahadine aveva solo pubblicato sul suo profilo Facebook alcuni video che criticavano la mancanza di trasparenza del governo nella gestione dei fondi pubblici. Mahadine è stato al centro di un’enorme mobilitazione di Amnesty International, che nel 2017, nell'ambito della maratona "Write for Rights" ha fatto pervenire alle autorità ciadiane 690.000 appelli.

 

Sudan - L'11 aprile 2018 56 attivisti dell'opposizione che a gennaio avevano preso parte alle manifestazioni contro l'aumento dei costi di generi alimentari e medicinali, sono stati rilasciati dopo 84 giorni di detenzione arbitraria.

 

Ciad - Il 5 aprile 2018 Tadjadine Mahamat Babouri, un blogger del Ciad conosciuto da tutti come Mahadine, è stato rilasciato su decisione dell’Alta corte in quanto la sua detenzione preventiva aveva ecceduto i limiti previsti dalla legge. Era in carcere dal 30 settembre 2016 con le accuse di aver minacciato l’ordine costituzionale, l’integrità territoriale e la sicurezza nazionale nonché di aver collaborato con un movimento insurrezionalista, per le quali rischiava l'ergastolo. Aveva solo pubblicato sul suo profilo Facebook alcuni video che criticavano la mancanza di trasparenza del governo nella gestione dei fondi pubblici. Il 19 marzo 2018 le accuse sono state ritirate e sostituite con quella, non meno grave ma meno rilevante dal punto di vista penale, di diffamazione. Mahadine è stato al centro di un’enorme mobilitazione di Amnesty International, che nel 2017, nell'ambito della maratona "Write for Rights" ha fatto pervenire alle autorità ciadiane 690.000 appelli e che ora continuerà a chiedere che il processo per diffamazione non comporti una pena detentiva. 

 

Diritti sessuali e riproduttivi

 

Perú - Il 27 aprile 2018 la procura generale ha ordinato che l'ex presidente peruviano Alberto Fujimori e tre ex ministri della Salute rispondano alla giustizia per i crimini commessi nell'ambito del programma di pianificazione forzata degli anni Novanta. In quel periodo, secondo i dati raccolti da una commissione parlamentare, 346.219  donne, per lo più native di madrelingua quechua, furono sterilizzate senza che nella stragrande parte dei casi avessero dato il loro libero e informato consenso. Furono sterilizzati anche 24.535 uomini. Vi sono prove evidenti che il personale medico ricevette pressioni per raggiungere determinate quote di sterilizzazioni e che tante donne furono costrette ad autorizzare l'intervento in cambio di cibo o denaro. Moltissime non ricevettero cure mediche adeguate e 18 morirono dopo l'operazione. 

 

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati

 

Italia - Il 16 aprile il giudice per le indagini preliminari di Ragusa ha disposto il dissequestro della nave Open Arms, ormeggiata nel porto di Pozzallo dal 18 marzo. L’imbarcazione della Ong spagnola Proactiva Open Arms era stata posta sotto sequestro dopo aver salvato, tre giorni prima, 218 migranti nel Mediterraneo. Già il 27 marzo il giudice per le indagini preliminari di Catania aveva escluso il reato di associazione criminale, inizialmente formulato dalla procura catanese. Nel provvedimento di dissequestro si cita quanto più volte affermato da Amnesty International, ossia che “la Libia non è ancora in grado di riaccogliere i migranti soccorsi in mare nel rispetto dei loro diritti fondamentali”. Quando il 15 marzo la Open Arms rifiutò di consegnare i migranti soccorsi alla Guardia costiera libica, come preteso dalla Guardia costiera italiana, agì “in stato di necessità

 

 

Giustizia internazionale

 

Serbia - L'11 aprile 2018 Vojislav Seselj, attuale leader del Partito radicale serbo, è stato condannato in appello a 10 anni di reclusione per crimini contro l'umanità. La sentenza è stata emessa dal Meccanismo giudiziario delle Nazioni Unite subentrato al Tribunale penale internazionale ad hoc per i crimini nell'ex Jugoslavia. La corte d'appello ha in parte rovesciato la sentenza di assoluzione di primo grado. Seselj era accusato di persecuzione, omicidio e tortura nel conflitto dell'ex Jugoslavia e nel 2016 era stato prosciolto da nove accuse. Avendo trascorso già oltre 10 anni in carcere, la nuova sentenza non avrà alcun impatto pratico.

 

Pena di morte

 

Pakistan - Il 6 aprile 2018, dopo 20 anni di detenzione nel braccio della morte, Asma Nawab è stata riconosciuta estranea all'omicidio dei genitori e del fratello e conseguentemente rilasciata.

 

Kuwait - Il 4 aprile 2018 l'emiro del paese ha commutato in ergastolo le condanne a morte inflitte a 15 cittadini dell'India.

 

Nigeria - Il 29 marzo 2018 Ifeanyi Okowa, governatore dello stato del Delta, ha commutato in ergastolo 30 condanne a morte. Egli ha dichiarato di aver agito nello spirito della celebrazione pasquale e dopo aver preso in considerazione numerose richieste locali e internazionali, comprese quelle di Amnesty International.

 

Discriminazione

Mauritania - Il 30 marzo 2018 un tribunale di Nouadhibu ha condannato un uomo e una donna per schiavismo. Hamoudi Ould Saleck è stato condannato a 20 anni per aver ridotto in schiavitù un'intera famiglia che comprendeva anche due bambini. Revea Mint Mohamed è stata condannata all'ergastolo per aver ridotto in schiavitù tre persone tra cui una donna ora 29enne che è stata al servizio della condannata per quasi tutta la vita.

 

Diritti delle persone Lgbti

 

Kenya -Il 23 marzo 2018 una corte d'appello ha dichiarato illegale e incostituzionale la prassi di sottoporre a ispezioni anali forzate le persone accusate di relazioni omosessuali. Amnesty International ritiene che costringere una persona a sottoposti a un'ispezione anale corrisponde a un trattamento degradante. 

 

Stati Uniti d'America - Il 28 marzo 2018, a due settimane dall'esecuzione, il governatore dello stato dell'Ohio ha commutato in ergastolo la condanna a morte di William Montgomery, sulla base dio una serie di preoccupazioni relative all'andamento del processo di primo grado.