Amnesty International
GRUPPO ITALIA 124
Amnesty
International è il più
vasto movimento mondiale non governativo, composto da attivisti volontari che
operano per promuovere la cultura e la difesa dei Diritti Umani.
E’ indipendente da qualsiasi governo, ideologia politica, interesse o credo
religioso
Vive grazie al supporto economico dei propri soci e sostenitori
Per mantenere la sua indipendenza e imparzialità non accetta soldi dai Governi
per le sue campagne e attività di ricerca
Non sostiene né contrasta le opinioni di coloro i cui diritti cerca di tutelare
Lavora per promuovere il rispetto dei diritti umani sanciti dalla “Dichiarazione
Universale dei Diritti Umani” e di altri standard internazionali sui diritti
umani.
Crede che i diritti siano interdipendenti e indivisibili. Ogni essere umano, in
qualsiasi momento dovrebbe poter godere di questi diritti e nessun diritto potrà
mai essere goduto a spese di altri diritti.
Gli attivisti hanno origini assai diverse con idee politiche e religiosi molto
dissimili, uniti solamente dalla determinazione a lavorare per un mondo in cui
ognuno possa godere dei diritti fondamentali. Formano una comunità globale i cui
principi comprendono la solidarietà internazionale, l’azione concreta a favore
della singola vittima, l’universalità e l’indivisibilità dei diritti umani,
l’imparzialità e l’indipendenza, la democrazia e il reciproco rispetto.
Molti attivisti sono organizzati in gruppi: ci sono oltre 7500 gruppi locali,
gruppi di giovani e di studenti in oltre 150 Paesi. 53 Paesi e Regioni sono
coordinate da Sezioni. In altri 22 Paesi Amnesty International ha istituito
strutture più semplici
Cosa fa
Si oppone:
- alla pena di morte, alla tortura e ad ogni trattamento crudele, inumano e
degradante;
- all’uso eccessivo della forza da parte della polizia;
- alla pratica delle “sparizioni” e delle “esecuzioni extragiudiziali”
- alla cattura di ostaggi, alle uccisioni arbitrarie e deliberate nei conflitti
armati;
- al reclutamento dei bambini soldato;
- alle pratiche lesive dell’integrità fisica (ad esempio le mutilazioni genitali
femminili) e mentali (ad esempio le situazioni degradanti di istituti
psichiatrici);
- alle violazioni dei diritti umani nel contesto della “guerra al terrorismo”
Lavora:
- per la liberazione e l’assistenza dei prigionieri di coscienza, persone
detenute a causa del loro credo politico, o religioso, oppure a causa della loro
origine etnica, del loro sesso, colore, lingua purché, non abbiano promosso o
usato violenza
- per promuovere i diritti economici, sociali e culturali delle comunità
emarginate;
- per promuovere e organizzare percorsi di educazione e di sensibilizzazione sui
Diritti Umani;
- per l’adozione di un trattato internazionale sul commercio delle armi;
- consolidare il sistema di giustizia penale internazionale, sostenendo in modo
particolare la Corte penale internazionale e la giurisdizione universale;
- per eliminare le discriminazioni nel settore della giustizia in modo
particolare a riguardo delle minoranze etniche e religiose e nei confronti di
lesbiche, gay, bisessuali;
- per promuovere i diritti economici, sociali e culturali;
- per evidenziare i principi dei diritti umani nelle privatizzazioni, negli
investimenti e negli accordi commerciali.
Assiste:
- i rifugiati che cercano asilo e sono a rischio di essere rimpatriati dove
potrebbero subire gravi violazioni e abusi.
Denuncia:
- i governi che mostrano complicità o accondiscendenza verso i gruppi politici
armati.
Sollecita:
- procedure giudiziarie eque e rapide per i prigionieri politici;
- i governi di rendere reato lo stupro e di ratificare la “Convenzione
sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei
confronti delle donne”;
- i governi per la stesura di un
“Trattato internazionale sul commercio delle armi”.
C’è ancora molto
da fare
Dal Rapporto Annuale 2010
Statuto della Corte penale internazionale
81 paesi, tra i quali sette membri del G20, non lo hanno ratificato
Processi iniqui
sono stati celebrati nel 35% dei 159 paesi citati nel Rapporto annuale e nel 47% dei paesi del G20*
La libertà d'espressione
è stata sottoposta a restrizioni nel 60% dei 159 paesi citati nel Rapporto annuale e nel 53% dei paesi del G20*
Prigionieri di coscienza
sono stati incarcerati nel 30% dei 159 paesi citati nel Rapporto annuale e nel 42% dei paesi del G20*
In almeno 111 paesi si sono verificate torture o altre forme di maltrattamento
In almeno 61 paesi i responsabili delle torture sono rimasti impuniti
In almeno 55 paesi sono stati celebrati processi iniqui
In almeno 96 paesi la libertà d'espressione è stata sottoposta a restrizioni
In almeno 48 paesi sono stati incarcerati prigionieri di coscienza
In 18 paesi hanno avuto luogo esecuzioni di condanne a morte
In 56 paesi sono state emesse condanne a morte
*ai fini di questo documento, l'espressione G20 si riferisce a 19 paesi, escludendo l'Unione europea.
Di passare dall’indignazione all’azione e di trasformare l’opinione pubblica in pressione verso i governi “distratti” e violatori.
Quali sono le attività che puoi svolgere nel gruppo
Lavorare con la scuola;
Occuparsi dell’informazione;
Lavorare sulle campagne proposte dalla Sezione Italiana;
Organizzare incontri, serate, convegni …
Partecipare ad eventi pubblici: raccolta firme, vendita oggetti promozionali …
Seguire casi di violazioni …
Quale impegno, in termini di tempo, viene richiesto
Secondo la propria disponibilità, si chiede solo la continuità.
In questi anni di attività, quali sono state le maggiori soddisfazioni
Molte, innanzitutto nell’ambito dell’educazione ai diritti umani soprattutto nella scuola, la gioia per la liberazione di persone imprigionate ingiustamente, le risposte positive sulle campagne …
Ci sono
persone
perseguitate perché
hanno espresso le proprie idee,
Ci sono persone
che vengono uccise perché
sono di un'altra razza,
Ci sono persone
che subiscono torture perché
lottano per i propri diritti,
Ci sono persone
che si spengono in prigione perché aspettano un processo,
Ci sono persone
condannate a morte perché
esistono leggi che lo consentono,
Ci sono persone
che lottano contro
tutte queste ingiustizie.
Per informazioni:
v. Fiera, 9 – Ciriè tutti i giovedì dalle 17,30 alle 18,30
Il 1° martedì del mese alle ore 21