Amnesty International

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v. Fiera, 9 – Ciriè (TO) tutti i giovedì dalle 17 alle 18,30

 

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50°

Anniversario di Amnesty International

 

La Storia

 

1961 - Il 28 maggio, l’avvocato inglese Peter Benenson lancia dal quotidiano di Londra The Observer un “Appello per l’amnistia”: il suo articolo, I prigionieri dimenticati, racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà. L’articolo, ripreso da altri organi d’informazione nel mondo, rappresenta il momento della nascita di Amnesty International.

1962 - Un osservatore di Amnesty International assiste in Sudafrica al processo di Nelson Mandela. Partono le prime missioni di ricerca in Ghana, Cecoslovacchia, Portogallo e Germania Est.

1964 - L’ONU conferisce ad Amnesty International lo status consultivo.

1965 - Sono pubblicati i primi rapporti sulle condizioni di prigionia in Portogallo, Sud Africa e Romania. Parte la Campagna de "I prigionieri del mese".

1972 - Parte una campagna mondiale per l’abolizione della tortura.

1973 - Amnesty lancia la prima azione urgente, per Luíz Basilio Rossi, brasiliano detenuto per motivi politici. L’Onu approva una risoluzione, ispirata da Amnesty, che condanna l’uso della tortura.

1974 - Amnesty pubblica un duro rapporto sulle violazioni commesse dalla dittatura cilena.

1975 - L’Onu adotta una Dichiarazione contro la tortura, frutto della campagna lanciata da Amnesty. Si costituisce la Sezione Italiana.

1977 - Viene conferito ad Amnesty International il premio Nobel per la pace, per “aver contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo”.

1979 - L’associazione pubblica un elenco di 2665 “scomparsi” in Argentina dopo il colpo di stato militare. Amnesty comincia a occuparsi delle violazioni subite dalle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

1980 - I rapporti dell'associazione sull'uso della psichiatria per motivi politici in Unione Sovietica ricevono grande copertura.

1982 - Amnesty lancia un appello per l’amnistia per tutti i prigionieri di coscienza, a cui aderisce un milione di persone. L’associazione condanna l’apartheid come sistema di violazioni dei diritti umani.

1983 – Esce il primo rapporto di Amnesty sugli Omicidi Politici commessi dai governi

1984 - Parte la seconda campagna contro la tortura. L’ONU approva la Convenzione contro la tortura e altri trattamenti e pene crudeli, disumani e degradanti.

1988 - Alla tournée mondiale Human rights now!, organizzata da Amnesty per il 40° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, partecipano anche Peter Gabriel, Sting, Bruce Springsteen.

1989 - Amnesty lancia la sua prima campagna mondiale contro la pena di morte, “Quando lo stato uccide”. I soci inviano 25.000 appelli al governo della Cina per fermare il massacro di piazza Tiananmen.

1994 - Amnesty lancia campagne per il rispetto dei diritti delle donne e contro omicidi politici e sparizioni. L’associazione si occupa del terribile massacro in corso in Ruanda.

1996 - Parte la mobilitazione per il Tribunale penale internazionale permanente.

1997 - Parte la prima grande campagna per il rispetto dei diritti dei rifugiati.

1998 - La Sezione Italiana allestisce il Palamnesty di fronte alla sede della Conferenza dell’ONU sulla Corte penale internazionale permanente, il cui Statuto viene adottato il 16 luglio. Amnesty si costituisce parte legale nel procedimento nei confronti di Augusto Pinochet. Parte la campagna per chiedere il rispetto dei diritti umani negli Stati Uniti.

1999 - All’87a Conferenza internazionale dell’Ilo, anche alla luce delle raccomandazioni di Amnesty International, viene adottata una Convenzione che obbliga gli stati a porre fine alle peggiori forme di lavoro minorile. Amnesty prende parte alla Coalizione "Stop all'uso dei bambini soldato!".

2000 - Amnesty lancia la terza campagna contro la tortura. La Sezione Italiana prende parte a coalizioni su armi leggere e acquisti trasparenti.

2001 - Amnesty International si mobilita in difesa della popolazione civile afgana. All’indomani del G8 di Genova, l’organizzazione denuncia l’uso eccessivo della forza da parte della polizia e le altre violazioni dei diritti umani di manifestanti, chiedendo un’inchiesta indipendente su quanto accaduto e seguendo negli anni a venire il percorso verso la giustizia delle vittime di quegli abusi.

2002 - Grazie al lavoro della coalizione “Stop all’uso dei bambini soldato!”, di cui Amnesty fa parte, entra in vigore il Protocollo alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, che proibisce la partecipazione dei minori nei conflitti armati.

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU istituisce un Tribunale penale internazionale sulla Sierra Leone, fortemente raccomandato da Amnesty. L’organizzazione pubblica durante l’anno rapporti sull’escalation di violenza in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati. Parte la campagna per il rispetto dei diritti umani nella Federazione Russa.

2003 - Amnesty si mobilita in difesa della popolazione civile irachena con le campagne “Non in nome dei diritti umani” e “La popolazione civile, prima di tutto”. Amnesty International, Oxfam e Iansa lanciano la campagna globale “Control Arms”. Parte la campagna “Io non discrimino”, per combattere ogni forma di discriminazione.

2004 - Amnesty lancia la campagna mondiale “Mai più violenza sulle donne”.

2005 - Parte la campagna globale, “Più diritti più sicurezza”, che denuncia le violazioni dei diritti umani nel contesto della “guerra al terrore”.

2006 - Vengono presentati all’ONU oltre 1.250.000 volti di persone che hanno aderito all’appello per l’adozione di un Trattato sul commercio di armi. L’ONU vota a maggioranza l’inizio dei lavori per il Trattato. Amnesty lancia la campagna “Invisibili” sui diritti dei minori migranti detenuti al loro arrivo in Italia. La Sezione Italiana lancia la campagna "Più diritti più sicurezza" per contrastare le violazioni dei diritti umani nella "guerra al terrore".

2007 - A seguito di un’intensa campagna di Amnesty e dei suoi partner della Coalizione mondiale contro la pena di morte, la 62esima sessione dell’Assemblea generale dell’ONU adotta una risoluzione che chiede una moratoria globale delle esecuzioni. Amnesty lancia un appello globale affinché il governo del Sudan protegga la popolazione del Darfur.

2008 - L’associazione lancia la campagna “Pechino 2008: Olimpiadi e diritti umani in Cina”, per chiedere riforme nel campo dei diritti umani nell’anno dei Giochi olimpici. Entra in vigore la Convenzione d’azione contro il traffico di esseri umani, obiettivo per il quale Amnesty e altre Ong si erano impegnate per anni.

2009 - Amnesty lancia la campagna “Io pretendo dignità”, per sollecitare governi, organismi internazionali e attori economici a combatterla povertà, attraverso soluzioni basate sul rispetto dei diritti umani.

2010 - Nell’ambito della sua campagna internazionale contro la discriminazione in Europa, Amnesty aumenta il suo impegno per i diritti umani dei rom e prende posizione contro gli sgomberi forzati.

2011 - Amnesty segue da vicino, con i suoi ricercatori sul campo, le richieste di riforme democratiche e libertà, dalla Tunisia all’Egitto, dal Bahrein alla Libia. Grazie al lavoro dell’associazione la situazione della Libia è stata deferita alla Corte penale internazionale. Il 28 maggio Amnesty International compie 50 anni e conta circa tre milioni di soci in tutto il mondo.

 

Cosa fa

Si oppone:
- alla pena di morte, alla tortura e ad ogni trattamento crudele, inumano e degradante;
- all’uso eccessivo della forza da parte della polizia;
- alla pratica delle “sparizioni” e delle “esecuzioni extragiudiziali”
- alla cattura di ostaggi, alle uccisioni arbitrarie e deliberate nei conflitti armati;
- al reclutamento dei bambini soldato;
- alle pratiche lesive dell’integrità fisica (ad esempio le mutilazioni genitali femminili) e mentali (ad esempio le situazioni degradanti di istituti psichiatrici);
- alle violazioni dei diritti umani nel contesto della “guerra al terrorismo”

Lavora:
- per la liberazione e l’assistenza dei prigionieri di coscienza, persone detenute a causa del loro credo politico, o religioso, oppure a causa della loro origine etnica, del loro sesso, colore, lingua purché, non abbiano promosso o usato violenza
- per promuovere i diritti economici, sociali e culturali delle comunità emarginate;
- per promuovere e organizzare percorsi di educazione e di sensibilizzazione sui Diritti Umani;
- per l’adozione di un trattato internazionale sul commercio delle armi;
- consolidare il sistema di giustizia penale internazionale, sostenendo in modo particolare la Corte penale internazionale e la giurisdizione universale;
- per eliminare le discriminazioni nel settore della giustizia in modo particolare a riguardo delle minoranze etniche e religiose e nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali;
- per promuovere i diritti economici, sociali e culturali;
- per evidenziare i principi dei diritti umani nelle privatizzazioni, negli investimenti e negli accordi commerciali.
Assiste:
- i rifugiati che cercano asilo e sono a rischio di essere rimpatriati dove potrebbero subire gravi violazioni e abusi.

Denuncia:
- i governi che mostrano complicità o accondiscendenza verso i gruppi politici armati.

Sollecita:
- procedure giudiziarie eque e rapide per i prigionieri politici;
- i governi di rendere reato lo stupro e di ratificare la “Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne”;

- i governi per la stesura di un “Trattato internazionale sul commercio delle armi”.


C’è ancora molto da fare

Dal Rapporto Annuale 2011

In 98 paesi si sono verificate torture o altre forme di maltrattamento

In 54 paesi sono stati celebrati processi iniqui

In 89 paesi la libertà d'espressione è stata sottoposta a restrizioni

In 48 paesi sono stati incarcerati prigionieri di coscienza

In 23 paesi hanno avuto luogo esecuzioni di condanne a morte

In 67 paesi sono state emesse condanne a morte

IN ITALIA

 

Cosa puoi fare tu

Passare dall’indignazione all’azione e trasformare l’opinione pubblica in pressione verso i governi “distratti” e violatori.

 

Quali sono le attività che puoi svolgere nel gruppo 

Lavorare con la scuola;

Occuparsi dell’informazione;

Lavorare sulle campagne proposte dalla Sezione Italiana;

Organizzare incontri, serate, convegni …

Partecipare ad eventi pubblici: raccolta firme, vendita oggetti promozionali …

Seguire casi di violazioni …

 

Quale impegno, in termini di tempo, viene richiesto 

Secondo la propria disponibilità, si chiede solo la continuità.

 

In questi anni di attività, quali sono state le maggiori soddisfazioni 

Molte, innanzitutto nell’ambito dell’educazione ai diritti umani soprattutto nella scuola, la gioia per la liberazione di persone imprigionate ingiustamente, le risposte positive sulle campagne …

 

Ci sono persone
perseguitate perché
hanno espresso le proprie idee,

Ci sono persone
che vengono uccise perché
sono di un'altra razza,

Ci sono persone
che subiscono torture perché
lottano per i propri diritti,

Ci sono persone
che si spengono in prigione perché aspettano un processo,

Ci sono persone
condannate a morte perché
esistono leggi che lo consentono,

Ci sono persone
che lottano contro
tutte queste ingiustizie.

 

 

Per informazioni:

v. Fiera, 9 – Ciriè tutti i giovedì dalle 17,30 alle 18,30

Il 1° martedì del mese alle ore 21

amnesty@cerretum.it

www.cerretum.it/amnesty