Gruppo Italia 124

Via S. Giovanni, 8 - 10073 Ciriè - apertura il giovedì dalle 17 alle 18,30

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GRAZIE AMNESTY

"Mi viene da piangere ogni volta che vedo tutte le lettere di Amnesty International. Sapere che così tante persone credono in me, in mio padre e nella mia famiglia mi fa sentire più forte"

(Jewher Tohti, figlio di Ilham, accademico e scrittore, prigioniero di coscienza. Sta scontando una condanna all'ergastolo emessa dalle autorità della Cina per aver invocato pacificamente il rispetto dei diritti della popolazione della Regione autonoma uigura dello Xinjiang)

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"Sono stato tenuto a lungo in isolamento e torturato durante gli interrogatori in cui volevano sapere tutto del Movimento dei popoli nativi del Biafra. Desidero esprimere il mio apprezzamento per l'azione svolta da Amnesty International"

(Sunday Chucks Obasi, attivista del Movimento dei popoli nativi del Biafra, rapito il 16 agosto 2016 nello stato di Anambra, Nigeria, da cinque uomini armati sospettati di far parte delle forze di sicurezza e rilasciato su cauzione nel dicembre 2016. Amnesty International aveva lanciato un'azione urgente in suo favore)

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"Grazie per tutto quello che avete fatto durante la mia detenzione. Ho apprezzato molto!"

(Gabriele Del Grande, documentarista e blogger italiano, detenuto senza accusa in Turchia dal 9 al 24 aprile 2017)

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"Desidero esprimere la mia gratitudine e il mio apprezzamento a tutte le persone di Amnesty International che hanno costantemente sostenuto me e la mia famiglia nel corso della prigioni"

(Ali Esa Mansoor al-Ekri, chirurgo ortopedico pediatrico del Bahrein, rilasciato il 10 marzo 2017 al termine della condanna inflittagli nel 2012 per "raduno illegale e partecipazione a marcia non autorizzata" e "istigazione a rovesciare il regime con la forza". Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza)

 

Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Belgio - Il 24 maggio 2017 il parlamento ha approvato un disegno di legge del governo che pone fine alla sterilizzazione forzata delle persone transgender.

Taiwan - Il 24 maggio 2017 la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge sui matrimoni in quanto discrimina le coppie omosessuali e lesbiche. I giudici hanno dato al parlamento due anni di tempo per modificare la legge o emanarne una nuova.

 

Prigionieri di coscienza

Stati Uniti d'America - Il 17 maggio 2017 Chelsea Manning è tornata in libertà. Poco prima di lasciare la Casa bianca l'ex presidente Obama aveva commutato la condanna.a 35 anni di carcere che le era stata inflitta per aver rivelato informazioni riservate, riguardanti anche possibili crimini di guerra commessi dalle forze armate Usa. Condannata a un periodo di tempo più lungo di quello riservato ai militari condannati per omicidio, stupro e crimini di guerra, Chelsea Manning era stata tenuta per quasi un anno in isolamento in condizioni che il Relatore Onu sulla tortura aveva definito crudeli, inumane e degradanti.

Ciad - Dingamnayal Nely Versinis, presidente del Collettivo ciadiano contro il carovita, è stato prosciolto e rilasciato il 27 aprile 2017. Era stato arrestato il 12 aprile con l'accusa di frode e falso ideologico. 

Turchia - Il 25 aprile 2017 il documentarista, blogger e scrittore italiano Gabriele Del Grande è stato rilasciato senza essere stato formalmente accusato di alcun reato ed espulso verso l'Italia. Del Grande era stato arrestato il 9 aprile nella provincia di Hatay, dove si trovava per svolgere ricerche per il suo prossimo progetto.

Iran - Il 19 aprile 2017 il regista curdo-iraniano Keywan Karimi è tornato in libertà con la condizionale, in anticipo sulla fine della condanna. Era in carcere dal 23 novembre 2016, chiamato a scontare un anno di carcere comminatogli in appello dopo che in primo grado era stato condannato a sei anni per "offesa alle figure sacre islamiche". Non è stata annullata, e dunque resta teoricamente in vigore, la condanna aggiuntiva a 223 frustate inflittagli nel processo originario per aver stretto la mano ed essersi trovato nello stesso luogo con una donna che non aveva il volto e il collo coperti.

 

Giustizia internazionale

Brasile - Il 12 maggio 2017 la Corte interamericana dei diritti umani ha ritenuto il governo brasiliano responsabile della mancata giustizia per le 26 vittime dei due "massacri di Nova Brasilia", commessi dalle forze di polizia nell'ottobre 1994 e nel maggio 1995 nella favela Complexo do Alemao, a Rio de Janeiro. Oltre alle 26 persone uccise, vennero stuprate tre donne. La Corte ha ordinato la riapertura delle indagini e risarcimenti e misure di protezione per i sopravvissuti e i familiari delle vittime. La Corte ha anche imposto al Brasile di pubblicare ogni anno un rapporto sugli omicidi di polizia nel paese e di adottare obiettivi e politiche per ridurre la violenza e gli omicidi da parte della polizia. 

Ciad - Il 27 aprile 2017 la Corte straordinaria africana ha confermato in appello la condanna all’ergastolo dell’ex dittatore Hissene Habré per crimini contro l’umanità, crimini di guerra e tortura, assolvendolo invece per il reato di stupro. La Corte ha anche confermato l’ammontare dei risarcimenti spettanti alle vittime, 82 milioni di franchi centrafricani (circa 125 milioni di euro). Habré era stato condannato in primo grado il 30 maggio 2016 per i gravi crimini di diritto internazionale commessi tra il 1982 e il 1990 in Ciad. 

 

Difensori dei diritti umani

Perú - Il 3 maggio 2017 la Corte suprema del Perú ha stabilito che non vi fosse alcuna ragione per proseguire il processo nei confronti di Máxima Acuña Atalaya, difensora dei diritti umani vittima di una persecuzione giudiziaria sin dal 2011, quando la procura generale del paese l'aveva accusata di "invasione di terreni" rivendicati dall'impresa mineraria Yanacocha, a sua volta promotrice di una campagna diffamatoria nei suoi confronti. 

 

Diritti delle donne

Nigeria - Il 6 maggio 2017, quasi un mese dopo il terzo anniversario del rapimento delle 276 studentesse della scuola di Chibok, il governo ha annunciato di aver ottenuto il rilascio di 82 di loro a seguito di un negoziato col gruppo armato islamista Boko haram, responsabile del sequestro. Considerati i precedenti rilasci, nelle mani di Boko haram dovrebbero restare ancora 113 ragazze. 

 

Pena di morte

Stati Uniti d'America - Il 20 aprile 2017 il governatore della Virginia ha commutato la condanna a morte di Ivan Teleguz che avrebbe dovuto essere eseguita cinque giorni dopo. A spingere il governatore a commutare la condanna a morte è stata l'evidenza delle "terribili irregolarità" verificatesi nel corso del processo. Quella di Teleguz è stata la 286ma condanna a morte commutata dal 1977, anno della ripresa delle esecuzioni.

Stati Uniti d'America - Il 19 aprile 2017 Rodricus Crawford, in Louisiana, è diventato il 158° condannato alla pena capitale riconosciuto innocente da quando negli Usa, dal 1977, sono riprese le esecuzioni. Nel 2012 Crawford era stato giudicato colpevole dell'uccisione per soffocamento di suo figlio, di meno di un anno di età. E' invece emerso che il bambino era morto di polmonite.

Iran - Il 25 aprile 2017 Salar Shadizadi è tornato in libertà dopo aver trascorso quasi 10 anni nel braccio della morte della prigione di Rasht. Shadizadi era stato condannato all’impiccagione nel dicembre 2007 per un omicidio commesso quando aveva 15 anni. Più volte l’esecuzione era stata sospesa all’ultimo minuto. All’inizio del 2016 la mobilitazione internazionale aveva ottenuto la celebrazione di un nuovo processo che tuttavia era terminato con una nuova condanna a morte. La campagna per salvarlo era nuovamente ripresa. Finalmente, nel febbraio 2017, le autorità iraniane hanno favorito il negoziato tra le due famiglie interessate, quella di Shadizadi e quella della vittima dell’omicidio. Quest’ultima ha concesso il perdono in cambio di un risarcimento in denaro.

 

Tortura

MessicoIl 26 aprile 2017 il Senato del Messico ha dato il voto finale alla nuova legge generale contro la tortura, che il presidente Peña Nieto aveva promesso due anni e mezzo fa, dopo la sparizione forzata dei 43 studenti di Ayotzinapa. La nuova legge stabilisce il divieto assoluto di tortura e vieta l’uso in tribunale di prove ottenute mediante la tortura. Una volta firmata dal presidente, entrerà in vigore andando a sostituire le precedenti norme a livello federale e dei singoli stati.