Gruppo Italia 124

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GRAZIE AMNESTY

 "Il sostegno di Amnesty International non è solo nei confronti di mia sorella ma nei confronti di tutta la nostra famiglia. Siamo così felici per le tante lettere ricevute. Sappiamo che un giorno, col vostro aiuto, mia sorella sarà finalmente libera!"

(Cecilia Vasquez Sanchez, sorella di Teodora, una ragazza di El Salvador che sta scontando una condanna a 30 anni di carcere, ai sensi della legislazione anti-aborto, per omicidio aggravato dopo aver partorito un feto privo di vita)

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"Siamo profondamente grati ad Amnesty International per l'attenzione ricevuta da mio padre. Grazie a tutti voi!"

(Aigul, figlia di Muhammad Bekzhanov, giornalista dell'Uzbekistan, condannato nel 1999 a 15 anni di carcere per una pretestuosa accusa di terrorismo, pena cui nel 2012 si è aggiunta un'ulteriore condanna a quattro anni e otto mesi).

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"Mia sorella mi ha raccontato di tutte le cartoline che mi sono state spedite. Spero presto di poterle vedere una per una!"

(Teodora Vásquez, condannata a 30 anni di carcere in El Salvador, ai sensi della legislazione anti-aborto, per omicidio aggravato dopo aver dato alla luce un feto privo di vita)

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"La mobilitazione di Amnesty International è molto importante per le vittime e per gli operatori dei centri-rifugio. Quello dei matrimoni forzati e precoci è un tema molto delicato. Il nostro desiderio è che tutte le principali organizzazioni internazionali che se ne occupano lottino insieme a noi. La mobilitazione dei soci di Amnesty International è fondamentale per sradicare i matrimoni forzati e precoci, per fare pressioni sulle autorità del Burkina Faso affinché proteggano le nostre bambine, ma anche per trovare i fondi per rafforzare i centri-rifugio".

(Martine Kabore, operatrice di un centro-rifugio a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso)

 

Prigionieri di coscienza

Azerbaigian - Alla vigilia del suo 40esimo compleanno, il 25 maggio 2016 la giornalista investigativa Khadija Ismayilova, prigioniera di coscienza di Amnesty International, è stata scarcerata. Dopo 537 giorni in prigione, un tribunale ha commutato il resto della pena di sette anni e mezzo a un periodo di tre anni di libertà condizionata. Amnesty International continua a chiedere che sia prosciolta da ogni accusa.

Angola - Il 20 maggio 2016 la Corte suprema ha accolto il ricorso di José Marcos Mavungo, difensore dei diritti umani e prigioniero di coscienza di Amnesty International, annullando la condanna a sei anni inflittagli in primo grado il 14 settembre 2015 per "ribellione". L'unica colpa di Mavungo era stata quella di aver preso parte a una manifestazione pacifica. 

Myanmar - Htin Kyaw, attivista politico e leader del Movimento per la democrazia, è stato rilasciato il 17 aprile 2016 a seguito di un'amnistia presidenziale. Era stato arrestato il 5 maggio 2014 mentre distribuiva volantini e invitava la folla ad aderire a una campagna per far dimettere i parlamentari. Incriminato per reati contro la sicurezza dello stato e contro la quiete pubblico, era stato condannato a 13 anni e 10 mesi di carcere.

Turchia - Quattro accademici, Muzaffer Kaya, Esra Mungan,  Kıvanç Ersoy e Meral Camcı sono stati rilasciati il 22 aprile 2016. I primi tre erano in detenzione preventiva dal 15 marzo, il quarto dal 31 marzo, tutti accusati di "propaganda per un'organizzazione terroristica", per aver sottoscritto, insieme ad altri 1124 firmatari, un appello per la pace nel sud-est del paese a maggioranza curda.

Mauritania - Il 17 maggio 2016 Biram Ould Dah Ould Abeid e Brahim Bilal, due attivisti del movimento anti-schiavista e prigionieri di coscienza adottati da Amnesty International, sono tornati in libertà dopo che la Corte suprema ha stabilito che i reati per i quali erano stati condannati (appartenenza a organizzazione non riconosciuta, partecipazione a manifestazione non autorizzata, disobbedienza a ordine di un pubblico ufficiale e resistenza all'arresto) erano punibili con un solo anno di carcere e non con i due anni cui erano stati condannati il 15 gennaio 2015.

Myanmar - il 17 aprile 2016 sei attivisti per i diritti umani (Naw Ohn Hla, San San Win, Sein Htwe, Nay Myo Zin, Tin Htut Paing e Than Swe) sono tornati in libertà a seguito di un'amnistia presidenziale. I sei erano stati arrestati il 29 dicembre 2014 per aver preso parte a una protesta pacifica e, nel maggio 2015, erano stato condannati a quattro anni e quattro mesi di carcere per rivolta e manifestazione non autorizzata. 

Sud Sudan - Leonzio Angole Onek, docente universitario, e l'ex governatore dello stato di Western Equatoria Joseph Bangasi Bakosoro ,sono stati rilasciati rispettivamente il 25 e il 27 aprile 2016. Erano stati arrestati il 7 e il 22 dicembre 2015 e da allora trattenuti, senza accusa né processo, nella sede dei servizi nazionali di sicurezza della capitale Juba. Amnesty International aveva emesso un'azione urgente in loro favore.

Myanmar - Myat Nu Khaing, medico e già candidata alle elezioni, è stata rilasciata il 17 aprile 2016 a seguito di un'amnistia presidenziale. Arrestata il 17 ottobre 2015, il 31 marzo 2016 era stata condannata a un anno di carcere per aver preso parte, il 29 dicembre 2014, a una manifestazione pacifica indetta per protestare contro l'uccisione di un manifestante alla miniera di rame di Letpadaung. 

Stati Uniti d'America - Il 13 maggio 2016 la casa farmaceutica Pfizer ha deciso di interrompere l'invio di suoi prodotti negli Stati Uniti d'America che potrebbero essere usati per eseguire condanne a morte. Sono così oltre 20 le case farmaceutiche statunitensi ed europee che hanno sospeso l'invio di medicinali per le esecuzioni capitali. 

Iran - Il 4 maggio 2016 Hossein Ronaghi Maleki è stato rilasciato dietro pagamento di una cauzione. Il provvedimento ha validità di 30 giorni ma è possibile che venga prorogato o che, nel frattempo, le autorità giudiziarie accettino una revisione del caso. Maleki stava scontando una condanna a 15 anni inflittagli nel 2010 per “offesa alla Guida suprema” e appartenenza a un’organizzazione conosciuta come Iran Proxy Network. Il tutto a causa dei post pubblicati nei mesi successivi alla contestata rielezione, nel 2009, di Mahmoud Ahmadinejad alla presidenza della repubblica. Le sue condizioni di salute sono giudicate incompatibili col carcere.

Myanmar - L'8 aprile 2016 Nandar Sitt Aung, dirigente dell'Unione delle federazioni degli studenti di tutta la Birmania, è stato assolto da ogni reato e rilasciato. Era stato arrestato il 27 marzo 2015 per presunti reati collegati a una manifestazione pacifica che aveva organizzato due settimane prima per protestare contro l'arresto di altri studenti e la nuova legge sull'istruzione.

Iran Il 3 maggio 2016 Atena Farghadani, giovane vignettista e promotrice di campagne per la scarcerazione dei prigionieri politici, è stata rilasciata dopo che in appello la sua condanna a 12 anni e nove mesi di carcere, inflittagli il 1° giugno 2015, è stata clamorosamente ridotta a un anno e mezzo, buona parte dei quali già scontati. Atena Farghadani era stata giudicata colpevole di “collusione per compiere crimini contro la sicurezza nazionale”, “propaganda contro il sistema”, “offesa alla Guida suprema” e “offesa a membri del parlamento”.

Myanmar - Htin Lin Oo, scrittore ed ex portavoce della Lega nazionale per la democrazia, è stato rilasciato il 17 aprile 2016 nell'ambito di una grazia presidenziale di cui hanno beneficiato anche altri prigionieri di coscienza di Amnesty International. Htin Lin oo stava scontando una condanna a due anni di carcere per "offesa alla religione", inflittagli il 2 giugno 2015: il 23 ottobre 2014, nel corso di un evento pubblico, aveva criticato l'uso della religione buddista per promuovere la discriminazione e il pregiudizio.

 

Impunità

Argentina - Il 27 maggio 2016 15 imputati sono stati condannati per il loro ruolo nell'operazione Condor, il piano coordinato tra i servizi segreti di Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Paraguay e Uruguay per rintracciare ed eliminare oppositori politici alle dittature militari sudamericane degli anni Settanta. Tra i condannati, a 20 anni di carcere, l'ex presidente argentino Reynaldo Bignone. Gli altri 14, condannati a pene da otto a 25 anni, erano ex militari coinvolti nella repressione.

 

Pena di morte

Stati Uniti d'America - Il 23 maggio 2016 la Corte suprema federale ha annullato per razzismo la condanna a morte emessa dallo stato della Georgia nei confronti di Timothy Tyrone Foster. Foster, un afroamericano, era stato condannato a morte nel 1987 per l'omicidio di una donna bianca. Nella selezione dei giurati per il processo grado, la pubblica accusa aveva escluso tutti i potenziali giurati afroamericani.

Stati Uniti d'America - Il 12 maggio 2016 il governo federale ha annunciato che non chiederà la condanna a morte di Ahmed Abu Khatallah, il cittadini libico catturato dalle forze Usa a Bengasi perché sospettato dell'attacco all'ambasciata Usa del settembre 2012.

Sri Lanka - Il 22 aprile 2016 il presidente Maithripala Sirisena  ha commutato 83 condanne a morte in ergastolo. 

 

Campagna "My body my rights"

El Salvador - Dopo una campagna di Amnesty International e oltre quattro anni di carcere, il 20 maggio 2016 è stata finalmente rilasciata María Teresa Rivera, 33 anni. Nel 2011 aveva avuto un aborto spontaneo ed era stata per questo condannata a 40 anni per "omicidio aggravato".

 

Diritti dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei migranti

Papua Nuova Guinea -Il 26 aprile 2016 la Corte suprema ha giudicato incostituzionale la detenzione dei richiedenti asilo nel centro di Manus, dove questi ultimi vengono trasferiti e trattenuti contro la loro volontà a seguito di un accordo tra il governo locale e quello dell'Australia.