Gruppo Italia 124

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APPELLI: firma on-line www.amnesty.it/

 

GRAZIE AMNESTY

"Ringrazio Amnesty International per le lettere inviate al procuratore generale della Repubblica Domenicana. Speriamo che tengano conto di tutte le firme. Grazie a tutte le persone che hanno preso un attimo del loro tempo per firmare la petizione. Soprattutto, grazie per condividere il nostro dolore. Mi auguro che a nessuno capiti un'esperienza del genere, dato che è orribile vivere senza conoscere che fine ha fatto una persona che ti è cara. Grazie mille"

(La famiglia di Juan Almonte Herrera, rapito in strada nella capitale della Repubblica Dominicana, Santo Domingo, il 28 settembre 2009 e da allora scomparso. I familiari e i loro avvocati sono costantemente sorvegliati e pedinati da agenti di polizia)

 

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 "Ci tenevo tantissimo a essere qui. In un momento così importante come quello che stiamo attraversando, nelle aule di giustizia ma non solo, proprio in questo momento è importante consegnare ad Amnesty International questo premio per non aver mai, in questi nove lunghissimi anni, abbandonato la famiglia di Stefano Cucchi. Grazie ad Amnesty International per essere stata sempre al nostro fianco. Oggi possiamo dire che, anche grazie ad Amnesty International, su Stefano Cucchi verrà fatta giustizia".

(Ilaria Cucchi, in occasione della consegna ad Amnesty International Italia del premio Koiné, nell'ambito del Mediterraneo Film Festival, a Roma il 9 novembre 2018)

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"Ringrazio Amnesty International per la solidarietà e il sostegno. Grazie anche agli attivisti e ai difensori di ogni parte del mondo. Tutto questo ha avuto un forte impatto dal punto di vista del miglioramento delle condizioni di detenzione e ha favorito il mio rilascio".

(Haytham Mohamdeen, difensore dei diritti umani e avvocato di diritto del lavoro in Egitto, rilasciato il 30 ottobre 2018. Era stato arrestato il 18 maggio per "protesta non autorizzata" e "appartenenza a gruppo terroristico" nel contesto di una serie di manifestazioni pacifiche contro le misure di austerità adottate dal governo, nonostante non vi avesse preso parte)

 

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 “Difendere i diritti umani non è semplice dalle nostre parti. Per aver espresso solidarietà a un quotidiano di opposizione e aver rivendicato la libertà di espressione, ho 143 capi d’accusa a mio carico. I premi e la solidarietà internazionali hanno caratteristiche ‘protettive’ e rassicurano chi di noi vive in società repressive; inoltre, rafforzano il morale e le ragioni della nostra lotta. Grazie per non averci dimenticato. La vostra solidarietà e la vostra protezione significano davvero tanto!”

(Eren Keskin, candidata al premio Martin Ennals per i difensori dei diritti umani 2019. Avvocata e attivista per i diritti umani, Eren Keskin lotta da oltre per il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali in Turchia, soprattutto per i curdi, le donne e la comunità Lgbti. Con l’attuale peggioramento della situazione dei diritti umani nel paese, è di nuovo al centro di intimidazioni. Nell’ambito di una campagna di solidarietà per il quotidiano Özgür Gündem, se ne è assunta la carica di direttrice dal 2013 al 2016, quando le autorità ne hanno ordinato la chiusura. Il 30 marzo 2018 è stata condannata a 12 anni e mezzi di carcere per aver pubblicato articoli ritenuti “degradanti” nei confronti della nazione turca e “offensivi” nei confronti del presidente. È attualmente libera, in attesa dell’esito dell’appello).

  

Sparizioni forzate

Libano - il 13 novembre 2018 il parlamento ha approvato la Legge sugli scomparsi. Si tratta del primo riconoscimento ufficiale della sofferenza dei parenti delle oltre 17.000 persone scomparse durante il conflitto armato durato 15 anni, dal 1975 al 1990. La legge prevede la costituzione di una commissione nazionale che avrà il mandato di ricevere denunce, indagare su casi individuali, individuare possibili fosse comuni, compiere le esumazioni e disporre l’effettuazione di tutti gli esami necessari per accertare a chi apparterranno i resti umani rinvenuti, risalire così all’identità degli scomparsi e avviare procedimenti giudiziari nei confronti dei presunti responsabili.

 

Giustizia internazionale

Cambogia - Il 16 novembre 2018 la Camera straordinaria del tribunale della Cambogia ha concluso il secondo processo nei confronti dei leader del regime dei Khmer rossi, che governò il paese dal 1975 al 1979. Khiei Samphan e Nuon Chea, rispettivamente ex capo di stato e suo vice, sono stati giudicati colpevoli di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Stavano già scontando un ergastolo per crimini contro l'umanità, condanna ricevuta nel 2014 al termine di un altro processo tenutosi presso la Camera straordinaria.

 

Processi iniqui

Maldive - Il 21 novembre 2018 Lahiru Madhushanka, un cittadino dello Sri Lanka, è stato riconosciuto innocente dall'accusa di essere un cecchino di professione incaricato di assassinare l'ex presidente Abdulla Yameen Abdul Gayoom. Arrestato il 25 ottobre 2015, Lahiru Madhushanka ha trascorso buona parte della prigionia in isolamento, periodicamente picchiato e regolarmente privato delle cure mediche di cui aveva bisogno.

 

Armi

Arabia Saudita - Il 19 novembre 2018 la Germania e il 22 novembre 2018 Danimarca e Finlandia hanno deciso di sospendere l'invio di forniture militare all'Arabia Saudita.

 

Libertà di movimento

Tunisia - Il 6 novembre 2018 il Tribunale amministrativo di Tunisi ha giudicato illegali le cosiddette misure "S27", adottate dal governo nel contesto di un piano antiterrorismo, che prevedono limitazioni di movimento e divieto di espatrio nei confronti di decine di migliaia di persone. Il Tribunale ha precisato che misure del genere possono essere prese solo dal potere giudiziario e non dal ministro dell'Interno. Poche settimane prima, Amnesty International aveva definito "arbitrarie e discriminatorie" tali misure.