Gruppo Italia 124

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APPELLI: firma on-line www.amnesty.it/

 

GRAZIE AMNESTY

 

"Ringrazio Amnesty International per la campagna intrapresa in mio favore!"

(Mohamed Yasin Abdalla, presidente del Comitato centrale dei medici del Sudan, rilasciato il 28 aprile 2017 dopo sei giorni di carcere, durante i quali era stato minacciato d'incriminazione per "costituzione di un'entità illegale" e "minaccia al funzionamento del sistema sanitario". Amnesty International aveva lanciato un'azione urgente in suo favore)

 

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"Sono trascorsi quasi tre mesi dal mio rilascio su cauzione dalla prigione femminile di Luzira. In questo periodo di ritiro volontario, ho dovuto fare i conti con novità della mia vita, ossia di essere considerata ora una persona critica nei confronti del governo. Adesso desidero ringraziare per la solidarietà e il sostegno che ho ricevuto da Amnesty International durante i difficili giorni di prigionia e per la grande pubblicità che avete dato alla mia incriminazione per minacce online e commenti offensivi nei confronti del presidente. Grazie per le dichiarazioni che avete emesso. Nei 33 giorni che ho trascorso in carcere, ricevere gli aggiornamenti della vostra azione urgente mi ha dato grande forza. La vostra azione ha contribuito a tenere alta l'attenzione sul mio caso, a farlo conoscere nel mondo e a esercitare pressioni sulle autorità ugandesi. Vi ringrazio davvero molto!"

(Stella Nyanzi, attivista dell'Uganda rilasciata su cauzione il 10 maggio 2017 dopo 33 giorni di carcere. Deve tuttora rispondere di violazione della legge sui reati informatici per aver definito "un chiappone" il presidente Yoweri Museveni e aver accusato la moglie di quest'ultimo, ministra dall'Istruzione, di non aver rispettato la promessa di fornire carta igienica a tutte le scuole statali del paese)

 

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"Ancora una volta, ringrazio coloro che hanno espresso la loro solidarietà nei miei confronti. Solleva il morale sapere che ci sono persone che con te si battono contro l'ingiustizia. Ora spero che agiremo tutti insieme contro questa pratica immorale e che viola i diritti umani. Grazie a tutti coloro che hanno assunto una posizione etica condannando il continuo ricorso alla detenzione amministrativa da parte di Israele"

(Ahmad Qatameh, docente universitario e scrittore palestinese, rilasciato il 13 agosto 2017 al termine di tre mesi di detenzione amministrativa, non rinnovati grazie anche agli appelli di Amnesty International)

 

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"Voglio esprimere la mia profonda gratitudine agli attivisti di Amnesty International e a tutte le persone che hanno sostenuto me e la mia famiglia in un momento difficile. Il mio rilascio è stato un grande successo e il vostro contributo è stato immenso. Quando sono iniziate ad arrivare le lettere degli attivisti, il comportamento della direzione della colonia penale dove ero detenuto è cambiato. Il personale ha iniziato a trattarmi con maggiore considerazione e sono stato assegnato a lavori meno duri. Secondo mio padre, dopo la campagna di Amnesty International è cambiato anche l'atteggiamento della comunità internazionale. Voglio aggiungere che questo è solo l'inizio della vittoria, poiché la campagna di Amnesty International ha dato speranza e voglia di lottare ad altri prigionieri che stanno scontando condanne vergognose e alle loro famiglie. Molte persone che si trovano nella colonia penale hanno assistito alla nostra lotta. Avete dato speranza alla loro anima. Grazie, per tutto ciò che avete fatto per me!"

(Erkin Musaev, ex funzionario del governo uzbeco e poi delle Nazioni Unite, rilasciato il 14 agosto 2017 con 10 anni d'anticipo rispetto alla fine della pena. Nel 2007, al termine di un processo irregolare basato su confessioni estorte con la tortura e con le minacce di ritorsioni ai danni dei suoi familiari, Musaev era stato condannato a 20 anni di carcere per "spionaggio in favore di uno stato membro della Nato" e "uso improprio di fondi delle Nazioni Unite". Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza e nel 2014 aveva lanciato un appello mondiale per la sua scarcerazione).

 

Prigionieri di coscienza

 

Egitto - Il 18 settembre 2017 Ibrahim Halawa, cittadino irlandese arrestato durante una serie di proteste al Cairo nell'agosto 2013, è stato assolto dalle accuse di omicidio, tentato omicidio, disturbo all’ordine pubblico, intralcio alle attività delle istituzioni nazionali, protesta senza autorizzazione, distruzione di beni pubblici, impedimento ai fedeli di pregare nella moschea Al Fath, possesso di armi e attacco alle forze di sicurezza. Amnesty International lo aveva sempre considerato un prigioniero di coscienza.

Zambia - Hakainde Hichilema, leader del Partito unito per lo sviluppo nazionale, all'opposizione, è stato rilasciato il 16 agosto 2017 insieme ad altri cinque detenuti. I sei uomini erano stati arrestati il 10 aprile e accusati di "tradimento", per aver ostacolato due giorni prima il corteo presidenziale che si stava recando a una cerimonia tradizionale nell'ovest del paese, episodio che le immagini riprese lungo il percorso non avevano confermato.

Camerun - Il 30 agosto 2017 Nkongho Felix Agbor-Balla e Fontem Aforteka’a Neba, presidente e segretario generale del Consorzio della società civile anglofona del Camerun, sono stati rilasciati insieme ad altri attivisti, dopo che il presidente Paul Biya ha emesso un decreto per annullare tutte le accuse nei loro confronti. Erano stati arrestati il 17 gennaio dello stesso anno, nel pieno delle proteste della popolazione anglofona del Camerun, concentrata nel nord-ovest e sud-ovest del paese, che chiede la fine dell’uso della lingua francese nei tribunali e nel sistema scolastico. Sebbene avessero chiesto pubblicamente di manifestare senza violenza, la giustizia militare del Camerun aveva accusato Agbor-Balla e Neba di istigazione all'ostilità contro il governo, secessione, guerra civile, diffusione di informazioni false, resistenza collettiva e incitamento all'uso delle armi, reati per i quali avrebbero potuto rischiare una condanna a morte.

Sudan - Alaa Aldin al-Difana ed Elwaleed Imam Hassan Taba, arrestati il 21 dicembre 2016 in Arabia Saudita ed espulsi in Sudan l'11 luglio 2017, sono stati rilasciati il 22 agosto 2017 senza alcuna accusa. Giornalista in primo e media-attivista il secondo, negli ultimi mesi del 2016 avevano scritto ed espresso sostegno online a una serie di manifestazioni pacifiche dell'opposizione.

Uzbekistan - Il 14 agosto 2017 Erkin Musaev, ex funzionario del governo uzbeco e poi delle Nazioni Unite, è stato rilasciato con 10 anni d'anticipo rispetto alla fine della pena. Nel 2007, al termine di un processo irregolare basato su confessioni estorte con la tortura e con le minacce di ritorsioni ai danni dei suoi familiari, Musaev era stato condannato a 20 anni di carcere per "spionaggio in favore di uno stato membro della Nato" e "uso improprio di fondi delle Nazioni Unite". Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza e nel 2014 aveva lanciato un appello mondiale per la sua scarcerazione.

 

Diritti delle donne

 

Tunisia - Il 14 settembre 2017 è stata abolita la norma del 1973 che obbligava una donna non musulmana che volesse sposare un uomo di religione musulmana a convertirsi all'Islam. 

 

Diritti economici sociali e culturali

 

Repubblica Democratica del Congo - Il 31 agosto 2017, accogliendo le raccomandazioni presentate in un rapporto pubblicato nel 2016 da Amnesty International e Afrewatch, il governo ha adottato una strategia nazionale con l'obiettivo di porre fine entro il 2025 al lavoro minorile nelle miniere artigianali di cobalto della Repubblica Democratica del Congo. 

 

Discriminazione

 

Nepal - Il 10 agosto 2017 il parlamento ha approvato una legge che prevede tre mesi di carcere e una multa per chi applica il "chhaupadi", ossia obbliga le donne con le mestruazioni a stare chiuse in piccole capanne isolate, in quanto ritenute impure e portatrici di sfortuna.

 

Detenzione amministrativa

 

Israele / Territori palestinesi occupati - Il 13 agosto 2017 Ahmad Qatameh, docente universitario e scrittore palestinese, è tornato in libertà al termine di tre mesi di detenzione amministrativa, non rinnovati grazie anche agli appelli di Amnesty International, che lo aveva dichiarato prigioniero di coscienza. Era stato arrestato il 14 maggio durante un raid notturno dell'esercito israeliano nella sua abitazione, poi rilasciato e nuovamente arrestato tre giorni dopo.

 

Israele -  Mohammad Faisal Abu Sakha, un artista circense palestinese di 24 anni, è tornato in libertà la sera del 30 agosto dopo 20 mesi di detenzione amministrativa. Il 14 dicembre 2015 i soldati israeliani di guardia al checkpoint di Zaatara lo avevano fermato mentre da casa dei suoi genitori, a Jenin, si stava recando a Birzeit, sede della Scuola di circo palestinese presso la quale insegnava dal 2007.

 

Diritti dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati

 

Unione europea - Il 6 settembre 2017 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha respinto i ricorsi di Slovacchia e Ungheria contro il piano di 'relocation' dei richiedenti asilo da Italia e Grecia. Nella sentenza si legge che "il meccanismo contribuisce effettivamente e in modo proporzionato a far sì che la Grecia e l'Italia possano far fronte alle conseguenze della crisi migratoria".

 

Conflitti

 

Colombia - Il 5 settembre 2017 il governo e l'Esercito di liberazione nazionale hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per un cessate il fuoco bileraterale di quattro mesi, nel corso del quale le due parti negozieranno un possibile accordo di pace.

 

Difensori dei diritti umani

 

Sudan - Il 29 agosto 2017 Ibrahim Mudawi, fondatore dell'Organizzazione per lo sviluppo sociale del Sudan, uno dei più noti e autorevoli difensori dei diritti umani del Sudan, è stato scagionato dopo otto mesi di carcere dalle accuse false e pretestuose di "minaccia al sistema costituzionale" e "guerra contro lo stato", punibili anche con la pena di morte. 

 

Diritto alla privacy

 

India - Il 24 agosto 2017 la Corte suprema ha annullato una precedente decisione secondo la quale la privacy non era un diritto fondamentale protetto dalla Costituzione. La sentenza indica chiaramente che la privacy ha un contenuto negativo (lo stato non deve intromettersi nella vita personale e nella libertà dei cittadini) e uno positivo (lo stato deve prendere tutte le misure necessarie per proteggerla). La sentenza afferma anche che il diritto alla privacy significa che le persone possono fare scelte autonome circa la loro vita, incluso l'orientamento sessuale.